lunedì 21 giugno 2010

"La Notte del Passatore", Capitolo X



Sono le 2,20 di domenica mattina.

Ecco il cartello: Km.99. Ultimo chilometro. Brividi di freddo, mi sale un groppo in gola, lo combatto, mi rilasso e respiro, apro i polmoni. Riparto, lascio andare la gambe.

Ripenso a Settembre dell'anno scorso, l’inizio della preparazione, gli allenamenti, le prime difficoltà, le gambe sempre doloranti, le prime crisi. Dopo tre settimane volevo smetterla, non stavo dietro alle maledette tabelle di Pizzolato… Ma poi sono andato avanti, con le tabelle mie.

Ottobre, la maratona di Egna in Trentino, non avevo ancora superato i 30km in allenamento, ma quel giorno ne ho fatti 42 di km, com’ero debole, ma ci ero arrivato in fondo, soffrendo... 3h47', in estate ero dimagrito tantissimo, all’arrivo pesavo 69kg, uno scheletro.

Novembre, i 46km di Salso, la mia prima ultramaratona. Più di 4 ore di corsa, mai fatte prima… Ma lì ho cominciato a correre in modo diverso, con la testa, la pazienza, a sentire il mio corpo, da lì ho iniziato a correre da “Ultra”, e non ho più smesso da allora.

Dicembre, la maratona di Reggio, ho battuto tutti gli altri che di solito mi stavano davanti nelle gare “normali”… Che bella gara, 25km di corsa “zen”, senza fatica, nelle retrovie, poi via, sono andato a riprendere tutti gli altri, uno ad uno… 3h22', all’ultimo km vado a prendere anche il Baldo, mi era spiaciuto, non neanche l’avevo visto...

Gennaio, un inverno che non finiva mai, allenamenti sotto zero, anche a –10°C, la neve tutte le sere, tutti i giorni, lunghi su lunghi, poi la 48km di Bagnacavallo, dove ho conosciuto tante persone che adesso sono miei amici, da Enrico agli altri ultramaratoneti, l’ambiente delle 100km, l’ambiente giusto…

Febbraio, la maratona di Verona, quel polpaccio che dopo 2km aveva cominciato a far male, e ha fatto male per altri 40km, fino all’arrivo, ma l’avevo corsa tutta, senza mai mollare un km... 3h19’, quante madonne che avevo tirato all’arrivo, che rabbia. Ma era un segnale del corpo, non lo avevo capito.

Stavo esagerando, e pochi giorni dopo ero stato male, malato per una settimana, l’enterite maledetta, fermo, debole come uno straccio, lavoro di mesi buttato via, mi salta la 58km del Trasimeno, mi salta tutto… Svuotato, senza forze, quel giorno ai primi di marzo che ho provato a ricominciare e non avevo la forza di correre, ho persino pianto. Poi le parole di Enrico, che mi dice che è una fortuna, che è una difesa del corpo, e che in tre settimane sarei tornato rigenerato e più forte di prima… Mah

Aveva ragione. Pian piano ricomincio, fatico, dopo 15 giorni vado a Brescia, provo a fare 30km: cavolo, 2h20’, sto meglio… Mi iscrivo alla 100km di Seregno e il 21 marzo ci vado per provare a fare 50km, ma sto veramente bene, a metà gara continuo, continuo, continuo, corro fino in fondo e faccio tutti i 100km: 10h19’, incredile, una giornata indimenticabile… mai corso così bene, stavo da Dio.

Poi, il recupero, difficile, e il calo di testa. Aprile, maratona di Russi, stanco, ho ancora Seregno nelle gambe, faccio 3h35', un flop… Dopo 5 giorni torno a provare la salita della Colla, ma in discesa non ho neppure le gambe per arrivare bene a Marradi, sono stanco, ancora Seregno nelle gambe… Poi la 50km di Romagna, coi primi caldi mi sciolgo e arrivo sfinito, 4h38', un altro flop, ancora Seregno nelle gambe…

Finalmente Maggio, provo a riprendermi calando gli allenamenti, pochi e veloci, alleggerisco le gambe, l'ultima settimana quasi non corro, la lunga attesa fino al grande giorno… Lo sapevo che ci sarei arrivato in fondo. Con tutto quello che ho fatto per arrivare fino qui, oggi non mi avrebbe fermato nessuno.

Ora sono qui, nella notte di Faenza, ho fatto 99km, sono partito ieri pomeriggio da Firenze, un caldo boia, ho scavalcato l’Appennino e adesso sono qui. Respiro forte, mi calmo. Passo un incrocio, un anziano signore mi applaude, dice “Forza! 300 metri… bravissimo”. Viene da piangere, ma combatto e respiro. Vedo il centro del paese, la piazza è là dietro, coperta dalle ultime case. La piazza è là dietro. E in piazza c'è l'arrivo.

E’ la notte del Passatore, lunga, infinita, una notte che sembra non avere limiti di spazio e di tempo…

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