domenica 27 maggio 2012

NOVE COLLI RUNNING - LE FOTO

Ecco alcuni scatti significativi della NCR 2012, svoltasi il 19-20 maggio con partenza e arrivo a Cesenatico 

Prima della partenza, col 2 volte Re di Sparta, Ivan Cudin

il momento della partenza, alle 12 in punto di sabato 19

km.21, all'attacco del 1°colle con Paolo Bagnoli, già finisher a Spartathlon e NCR

L'ascesa al Polenta, nel punto in cui la NCR incontra il percorso della Gran Fondo ciclistica

Con Michele Rizzitelli, la discesa verso Fratta Terme, km.32

Un piatto di pasta ogni tre ore... qui siamo a Pian di Spino, km.48

Al tramonto, l'ascesa alla Ciola, il 3°colle, km.70

Mercato Saraceno, km.80, si entra nella notte, stretching ed ennesimo cambio
Siamo in cima al mitico Barbotto, il 4°colle: sosta, ristoro, massaggi... molti si fermeranno qui

Ponte Uso, superato il 100°km, nel cuore della notte verso Montetiffi e Perticara

Sopravvissuto alla notte... Finalmente l'alba, sul 7°colle, il Monte Pugliano a quota 787mt...

Tutta la corsa in una sola immagine, la Rocca di San Leo, al km.140...

Superato l'8°colle, Passo delle Siepi: l'impresa è ancora lontana, ma è sempre più vicina...

Km.172: uomini d'acciaio scollinano dal 9° ed ultimo "mostro", il Gorolo, e ripartono per Cesenatico...

202km ed un sogno che si avvera...

la forza di correre fino alla fine...

ci mancava pure l'intervista

con l'amico Christian, che mi ha accompagnato nel mio sogno impossibile

L'altra faccia della medaglia. Ma i dolori passano, in qualche giorno, la caviglia si sgonfierà e non farà più male. Ma le emozioni, i sogni che realizziamo, rimarranno SEMPRE dentro di noi.

mercoledì 16 maggio 2012

Nove Colli Running - CI SIAMO !!

Il dado è tratto, mancano 3 giorni... ancora una manciata di ore, questi giorni voleranno… forse un paio di allenamenti, poi venerdì riposo, e sabato mattina si va in Romagna… La partenza della NCR è a Cesenatico alle h.12, si tratta della corsa in linea più lunga d’Italia coi suoi 202km, 3220mt di dislivello + e 30h di tempo massimo, a dir poco proibitivo. Diciamo impossibile.
Un amico mi ha scritto due righe qualche giorno fa: “…ci sarà da soffrire, ma cerca di prenderla positivamente, metterti in gioco, provaci serenamente, accettando quello che verrà anche se non sarà quello che spereresti. Terminarla, non è una certezza, nemmeno per me! Ci si vede a Cesenatico.” Sono parole di Ivan Cudin.

Cudin è uno di noi, è uno che finita la corsa, va al traguardo ad aspettare e salutare gli amici e tutti quelli che arrivano dopo di lui… Quest’uomo ha vinto – anzi stravinto – 2 volte la Spartathlon, la corsa di 246km da Atene a Sparta, ha vinto la NRC, l’anno scorso, chiudendola in poco più di 18 ore, con oltre 3 ore di  vantaggio sul 2° classificato… Mezz’ora prima della partenza, a Cesenatico, l’abbiamo visto tutti arrivare trafelato con due borsoni sulle spalle, e il lunedì ripartire per andare al lavoro. Quest’uomo rappresenta il nostro mondo, quello dell’ULTRA maratona, ci rappresenta e ne siamo orgogliosi. E’ con il suo augurio che mi avvio alla più impossibile avventura della mia breve carriera di ultra…
Sono pieno di paure, come quella di prendere uno schiaffone indimenticabile da questa gara, o di ritrovarmi steso tra qualche giorno in un lettino, in ortopedia… ma più ancora, sono pieno di emozione, di gioia e voglia di affrontare una gara mai vissuta, mai neppure immaginata prima di oggi. Pieno di incertezze, ma con una sola incredibile sicurezza… non sarò MAI SOLO. Andiamo!!

CANCELLI ORARI E TEMPO LIMITE
8 cancelli ad eliminazione:  1° a 57,6 km in 7,45 ore; 2° ad 84,4 Km in 12,00 ore; 3° a 101,2 km in 14,15 ore; 4° a 116,2 Km in 17,00 ore; 5° a 136,6 Km in 20,15 ore; 6° a 158,1 Km in 23,15 ore; 7° a 172,4 Km in 25,45 ore; 8° a 186,8 Km in 27,45 ore. Tempo totale per i 202,4 km 30 ore.
Di seguito la lista iscritti (111) in ordine alfabetico: l’anno scorso, su 113 partenti, 50 arrivati.
Accarino Francesco; Agostini Giancarla; Agostini Allison; Aiudi Paolo; Aiudi Luca; Amighetti Bruno; Amore Lorenzo; Andreose Nicola; Asli Armand; Bacchin Paolo; Baccini Luca; Bagnoli Paolo; Baldi Monica; Barbieri Marco; Barricelli Giulio; Baumann Claude; Beltramino Osvaldo; Bertoli Cesarina; Bocchini Emilio; Bolzacchi Luciano; Bonfiglio Marco; Boni Sforza Andrea; Borlenghi Federico; Bortolotto Gabriele; Bottiroli Emanuele; Brioschi Fabrizio; Bucci Paolo; Busetti Fabio; Buzzolan Corrado; Calzolai David; Cesconetto Daniele; Cialdini Giuseppe; Cobianchi Elisa; Coco Daniele; Conte Vincenzo; Coras Riccardo; Cortina Luciano; Cudin Ivan; De Paola Loris; Del Priore Giuseppe; Della Pasqua Massimiliano; Di Giorgio Giuseppe; Di Giorgio Andrea; Dill Axel; Doni Marzio; Drago Daniele; Fabbri Roberto; Ferrara Antonietta; Gaffurini Sandro; Galfione Domenico; Galimberti Andrea; Gallina Davide; Gambaiani Mauro; Gargano Angela; Grassetto Michela; Guazzo Raffaele; Guiducci Andrea; Hofmann Jurgen; Iacovacci Mario; Intini Vito; Lavarda Remo; Lievore Silvio; Lodi Lodovico; Longhi Claudio; Lovatti Valter; Mammoli Antonio; Marcante Marco; Marconi Matteo; Maritati Giacomo; Mazzeo Antonio; Metelli Gianluca; Micheletti Luciano; Migneco Giovanni; Molteni Stefano; Monasterolo Giorgio; Monegnini Fulvio; Monti Maurizio; Mousnier Geraud; Nalesso Stefano; Niego Antonio; Olivero Simone; Paesini Danilo; Passera Roberto; Piazzi Roberto; Rasicci Adele; Ridet Jean-Luc; Rizzitelli Michele; Rongione Sandro; Roppo Alessandro; Sabatella Adalberto; Santarini Stefano; Scaglia Luca; Scola Daniele; Scotti Giuseppe; Scuka Silvio; Senatori Carlo; Sgraglia Vincenzo; Tacchi Bruno; Taccone Marica; Taliani Massimo; Tartaglia Giuseppe; Tassinari Alfiero; Tempestini Damiano; Tonetti Scilla; Torretta Giorgio; Ulian Valeria; Venturini Mirka; Verona Stefano; Zambon Andrea; Zanardi Angiolino; Zomer Franco.

sabato 5 maggio 2012

NOVE COLLI RUNNING: ci avviciniamo...

Sabato 21 aprile, ho provato il percorso della NCR, partendo da Mercato Saraceno: fatto il 4°, 5° e 6° colle, cioè Barbotto, MonteTiffi e Perticara, un giro da 47km. Mercoledì 25 aprile, ho corso la 50km di Romagna, in compagnia. Martedì 1 maggio, ero ancora sul percorso della NCR, a Ponte sull’Uso: stavolta ho fatto il 5°, 6°, 7° ed 8° colle, cioè MonteTiffi, Perticara, Maiolo/Monte Pugliano e Passo delle Siepi, un giro da 56km.
Non male: 3 "lunghi" in 10gg, sempre almeno 5 ore sulle gambe… ma è ben poco rispetto all’obiettivo finale, che è: Nove Colli Running, 202km, il sogno impossibile. Già, poche prove da 50km per una corsa lunga 4 volte tanto… come preparare una maratona facendo dei 10mila! Vabbè, si fa quel che si può...
Il Barbotto non è lunghissimo, 4,6km, ma è durissimo, 8% di pendenza media; il Perticara (detto il “Serra”) non è duro ma è veramente lungo, oltre 7km al 5%; Monte Pugliano col Maiolo è una salita dura e infinita, dopo 130km di gara servono almeno 1h20’ per i 9km (5.6% di pendenza media) dell’ascesa al punto più alto del percorso, 787mt s.l.m.
Poi c’è il Passo delle Siepi (o “del Grillo”) apparentemente innocuo, ma pur sempre 4,2km al 6%... Di MonteTiffi non si parla neppure, è un “dente” da 3km al 5,8%, ma gli ultimi 1,8km sono da camminare, saranno al 10%. E questa è solo la parte centrale del percorso…
Prima di arrivare al Barbotto, ci sono 80km di strada con 3 colli, il Polenta (8km), Pieve di Rivoschio (8km) e il Ciola (6km al 5,5%), tutti da fare sotto il sole…
Meraviglioso il passaggio alla Rocca di San Leo, vederla ergersi lassù, dalla vallata, poi girarci attorno per tanti km, avvicinarsi e poi finalmente arrivarci dritti al cuore, emozionante… e farlo in corsa, all’alba, sarebbe meraviglioso…
Naturalmente il colle più “duro” è l’ultimo, il 9°, il mitico GOROLO… 4km, una vera “scalata” sulle ginocchia, dopo 170km, l’unico colle che l’anno scorso vide il vincitore, Ivan Cudin, cedere al passo nei tratti di pendenza al 17%, ma stiamo parlando di un marziano, che vince queste gare con ORE di vantaggio sul secondo.
E quindi ? Quindi ci siamo, mancano 13gg alla partenza della NCR2012, Cesenatico, 19 maggio, h.12.00. Tempo massimo 30 ore per i 202km del percorso. Strettissimo, durissimo, negli anni scorsi, in 14 edizioni, un totale di 777 partenze con 291 arrivi, solo il 37% di chi parte arriva,  e non si tratta di pellegrini della domenica, ma di UltraMaratoneti coi controcoglioni: più che selettiva, questa corsa è un'impresa. Ok, andiamo a vedere cosa si può fare…


sabato 28 aprile 2012

Per la 3a volta, 50KM DI ROMAGNA !


La 50km di Romagna è la corsa che amo definire “La più bella ULTRA di primavera”.
E per il 3° anno consecutivo, porto a casa con enorme soddisfazione la prestigiosa medaglia di Castel Bolognese, e quest’anno lo faccio dopo una meravigliosa giornata di sport e amicizia. Condividere la passione della corsa con amici veri è una gioia che riempie il cuore, ho voluto interpretare la corsa come piacevole allenamento in compagnia, al termine del quale poter ancora correre su e giù per le scale di casa con le gambe sciolte… Così è stato, ne sono felice.


Per chi ancora mi chiede “cosa sei arrivato ?” o “quanto ci hai messo?”, posso dire che ho impiegato 5h15’36”, classificandomi al 384°posto in una graduatoria di 602 concorrenti al traguardo. Non era mia intenzione aggredire la corsa, ho preferito VIVERLA. Solo 3 giorni prima mi ero bevuto un “collinare” solitario di 47km con Barbotto, MonteTiffi e Perticara, solo tra 3 giorni ne affronterò un altro da 57km, in cui proverò anche il Pugliano ed il Siepi.


Poco prima della partenza ho avuto il piacere di salutare Mario Castagnoli, il patron della NCR, la Nove Colli Running, il sogno impossibile di 202km che il 19 maggio partirà da Cesenatico. Gli ho consegnato a mano l’iscrizione, sono nella lista dei partenti. Andiamo!!

domenica 15 aprile 2012

Niente 100. Facciamo 50...

Niente 100km di Seregno.


All’indomani della bella prova alla "6 ore" di Bologna, sono arrivati 4 giorni consecutivi di stop, per il riaffiorare del problema al tibiale sx: il corpo ha dato un chiaro segnale di “rifiuto” e di “attenzione” alle lunghissime distanze, un segnale che DEVO RISPETTARE.




Ora il dolore, il fastidio, sembra sopito, ma presentarsi con questo "presagio" ad una 100km da cronometro, alla partenza di una corsa di 10-12ore, è un rischio che adesso non voglio correre. Maggio è alle porte, e con esso le due gare più belle della stagione, i mitici 100km del Passatore e gli impossibili 202km della Nove Colli Running.



A questo punto, il dado è tratto: ripiego (per modo di dire) sulla più bella “classica” di Primavera, quella 50km di Romagna che ho già corso nei miei primi 2 anni di Ultra e che vorrei portare in fondo anche nel 2012. Una carta importante, ma meno rischiosa da giocare.



I mondiali di 100km a Seregno erano un obiettivo prestigioso, potevano valere una stagione, ma è una porta che oggi si chiude. La speranza è che a Maggio si riaprano dei portoni…

mercoledì 11 aprile 2012

64km in 6 ore! E adesso...

Era una “8 ore”, distanza atipica, una prova fisica e mentale almeno DOPPIA rispetto alla maratona, ma NON era una 100km… Mi ero ripromesso di andare leggero, sciolto, e fare i conti solo dopo 4 ore, “sentirmi” e poi decidere se andarci in fondo oppure fermarmi prima…


Il circuito era da 2.590mt, non veloce, all’interno dei giardini Margherita a Bologna, la 1° Maratona del 50°AIAS, Associazione Italiana Assistenza Spastici, beneficenza. Una leggera ma lunga salitella di 600mm, alcuni tratti in leggera discesa ed un altro “dente” di ca.200mm poco prima di passare sul tappeto del “chip”.


Bene, dopo 4 ore avevo “già” 43km, e stavo bene… a quel punto potevo “fare” la gara, mi conosco, a 82-84km ci sarei arrivato, ma alla fine avrei dovuto forse strisciare e avrei pagato nei giorni e nelle settimane successive, il mio corpo non si è ancora ri-abituato a queste distanze, era da più di 4 mesi che non superavo i 42km, questo era il 1° “lunghissimo”…


Allora ho preferito tenere il mio ritmo per altre 2 ore, correre SEMPRE, senza cali, e così è stato: allo scadere della 6° ora avevo completato il mio 25° giro, km.64,750, addirittura 7° assoluto in un lotto di 49 concorrenti. Non male. Passato il traguardo, mi sono fermato, ho consegnato il chip, e sono andato verso il pasta party.


Certo, la tentazione di andare fino in fondo c’era tutta, ed era forte, molto forte… Finire col proprio nome in classifica appena dietro a quello dello splendido vincitore, Andrea Accorsi (per lui 99,620 km alla fine!!), di Mario Pirotta, di “Darta” Zambon, della “farfalla” Monica Barchetti (91,850km) e del “trattorino” Ilaria Marchesi (84,980km) sarebbe stato motivo di orgoglio, ma per una volta ho usato la testa, non ho voluto compromettere la prossima gara. Che dovrebbe essere la 100km di Seregno, tra 12gg.


Una bella giornata, fresca, col piacere di conoscere e rivedere tanti amici, alcuni impegnati nella stessa fatica, altri sulla distanza dei 42,195mt, altri sulla mezza, altri sul percorso ad incitare, stare in compagnia… Condividere la passione della corsa su questi “circuiti” è un’esperienza bellissima che lascia sempre tanta gioia dentro, provare per credere...

sabato 31 marzo 2012

Marzo: tris di maratone. E adesso...

Marzo, finalmente sono riuscito a ritrovare i miei ritmi di allenamento, a caricare con 458km in 31gg, una media di quasi 15km al giorno con l’aiuto dei 42km corsi a Piacenza ed i 42km di Ferrara di domenica scorsa, un 3h49’ di adeguamento ai primi caldi stagionali. In mezzo, anche la 30km di Novellara corsa in 2h22’, fin troppo veloce.





Domani 1 Aprile un altro “lungo”, torno a correre la Maratona del Lamone, a Russi, per chiudere il conto di un periodo in cui il corpo ha ricevuto il chiaro segnale “Si riparte!” ed ha risposto come mi aspettavo: “Ok, sono pronto!”. Pronto per cosa ? Non certo per 42km, ma per andare, anzi tornare verso le lunghissime distanze.



Lunedi 9 Aprile ai Giardini Margherita di Bologna, il primo banco di prova, una 8 ore: distanza atipica, che mi permetterà di testare il ritmo per una corsa di almeno 60-70km.



E poi il 22 Aprile il grande appuntamento della 100km di Seregno. Un’incognita, giacché dal 3 dicembre non sono mai andato oltre 4 ore di corsa. Ma è un appuntamento a cui non si può mancare, stiamo parlando del Campionato Mondiale di 100km. Esserci è l’unica strada !!

mercoledì 7 marzo 2012

Finalmente si ricomincia!!

Tre mesi fa, era il 4 dicembre, tornavo da San Benedetto del Tronto dopo aver percorso 171,8km in 24ore, una cosa pazzesca, un punto d’arrivo, un obiettivo raggiunto.



Dopo quel giorno, il delirio di onnipotenza, l’illusione di essere invincibile e di poter correre ovunque qualsiasi distanza… Invece no, è seguita una realtà di problemi muscolari, tendinei, posturali, acciacchi in ogni dove, il corpo si è ripreso indietro un recupero che non gli ho concesso.



Un inverno freddo, interminabile, passato tra palestra e piscina, lontano dall’amata strada.



Siamo al 4 marzo, torno da Piacenza, una “semplice” maratona… dopo tanto tempo ho rimesso un pettorale ed ho portato a casa una medaglia, 42km corsi umilmente in mezzo al gruppo, in 3h38’.



Finalmente la gioia di un arrivo, che è un vero punto di partenza.





Se posso correre per più di 40km, posso farlo anche per 50km, anche per 60km... posso ricominciare a pensare alle ULTRA.



Finalmente si ricomincia, con la fatica e col sorriso sul volto.

sabato 21 gennaio 2012

ULTRA 2012 – Falsa Partenza

di Andrea Boni Sforza



Il 2012 non è ancora cominciato, per me.


Dopo la 24 ore di San Benedetto del Tronto, problemi a tibie e caviglie non mi hanno più consentito di gareggiare per tutto il mese di dicembre, costringendomi ad una sosta di 15gg a cavallo di capodanno.


Ho saltato la 42km di Calderara e quella di Crevalcore, ma il primo irrinunciabile appuntamento col pettorale era domenica 15 gennaio, all’UltraTrail del Lamone, 47km sull’argine di Traversara di Bagnacavallo (RA) ,


Una corsa a cui tenevo tantissimo, per l’amicizia che mi lega ad Enrico Vedilei e perché è la festa degli Ultramaratoneti, è la corsa in cui aspetti gli altri facendo due chiacchiere con Ivan Cudin, ti ritrovi a pranzare e scherzare coi nazionali della 100km, e ritrovi tutti gli amici e le amiche di tante avventure.


Mi sono presentato senza allenamento, senza alcuna garanzia né sicurezza, solo con la presunzione e l’orgoglio di un unico obiettivo, portare a casa la medaglia.


Non c’è stato niente da fare: sull’argine di Traversara mi sono ritrovato con la tibia sx dolorante dopo soli 15km, impossibile continuare fino all'arrivo, sarebbe stato un macello. Tendinite tibiale, e forse qualcos’altro.


Le gambe, il corpo danno ancora forti segnali di insofferenza a riprendere con la corsa. Inutile provarci, non è ancora il momento.


Ora è il momento di rimettersi in piedi, lavorare con pazienza, umiltà, in silenzio, per ricominciare a correre, quando sarà il momento, nel migliore dei modi.


ULTRA




ULTRAMARATONA DELLA PACE 2012



da: http://www.krakatoasport.com/


A Traversara, borgata di Bagnavallo (Ra), la nebbia ha fatto da cornice alla 4^ edizione dell’Ultramaratona della Pace. Gara figlia del suo patron, Enrico Vedilei (ex azzurro della 100 km e attualmente C.T. della nazionale di Ultratrail), che con grande passione e pochi mezzi ha realizzato un prodotto degno del suo nome. Sulle sponde del fiume Lamone si sono dati appuntamento amici, maratoneti, ultramaratoneti e tutti coloro che di Domenica in Domenica popolano le manifestazioni di questo genere. Lo spirito che accomuna queste persone evince dal solo aspetto agonistico, ma è certamente da ricercare all’interno di un senso di fratellanza che si è cementato nel tempo e sulle strade della “fatica”, spirito che fa di ognuno di loro un protagonista in egual misura. È proprio questo l’aspetto che maggiormente colpisce delle cosiddette “piccole manifestazioni podistiche”: l’attenzione rivolta ai veri protagonisti, ovvero coloro che si cimentano in ardue prestazioni. Ogni singolo atleta riceve calore umano al pari di quanta fatica per raggiungere il proprio traguardo personale, che difficilmente dipende da un cronometro, ma che quasi sempre si misura sul piano della soddisfazione personale per avere portato a termine l’ennesima “piccola impresa”. All’ultratrail della Pace si è respirata quest’aria, in un clima di festa che ha visto protagonisti quasi 200 tra uomini e donne. La distanza agonistica dei 46,8 km è stata dominata fin dal primo metro dall’azzurro Francesco Caroni che ha fatto corsa in solitaria (già vincitore a pari merito con Lorenzo Trincheri dell’edizione 2011). L’atleta toscano ha tagliato il traguardo del 5° giro (il percorso è ricavato da un anello sterrato da percorrere in andata-ritorno sull’argine del fiume Lamone di km 9,300 circa) con il tempo di 3h03’43”. Alle sue spalle il Campione Europeo in carica della 24 ore su strada (vincitore delle edizioni 2010 e 2011 della Spartathlon), il friulano Ivan Cudin, che partito come sempre in sordina, ha completato la sua rimonta risalendo posizione su posizione fino a chiudere 2° assoluto in 3h07’37”. Terza piazza per un altro azzurro della nazionale, questa volta di ultratrail, Marco Zarantonello con 3h08’48”. Chiudono la cinquina di testa Marco Bonfiglio (3h09’05”) e Giuseppe Marazzi (3h10’45”). In campo femminile gara a tre tra Lisa Borzani, Patrizia Pensa e Giuliana Arrigoni che conducono appaiate fino all’inizio del terzo giro. Di lì in avanti la Borzani attacca e prende un discreto margine di vantaggio sulle due azzurre di Ultratrail, distacco che aumenterà nel giro finale consolidando la prima posizione in 3h38’50”. Proprio all’ultima tornata si materializza anche l’ottima rimonta di Maria Ilaria Fossati (azzurra della 100 km) sul duo Pensa-Arrigoni, che culmina con un bellissimo 2° posto in 3h44’14”. Stesso tempo finale per Pensa e Arrigoni (3h46’10”) e quinta piazza a favore di Alice Modignani in 3h56’30”. Marco Bonfiglio e Maria Ilaria Fossati si aggiudicano il TRITTICO D’INVERNO assoluto, che comprendeva la sommatoria dei tempi realizzati partecipando a tutte e tre le prove del TRITTICO: Maratona di San Silvestro (Calderara 31/12/’11); Maratona di Crevalcore (06/01/’12) e Maratona della Pace (Traversara 15/01/’12).



mercoledì 7 dicembre 2011

La 24 ORE più bella... magia della passione

di Andrea Boni Sforza




FLASH-BACK: Fano, domenica 9 ottobre. Forse le 8, le 9 del mattino.


Una corsa già finita, per me. Erano i campionati italiani FIDAL di 24 ore. Mi ero fermato nella notte, dopo neppure 15 ore, poco più di 120km percorsi, per via del diluvio, quel nubifragio che aveva interrotto la corsa per un’ora, inzuppandomi tutti i vestiti. Non ero più ripartito, mi ero congelato. Prima sulla macchina, a cercare un po’ di caldo, poi a cercare coperte sotto il tendone… una notte insonne. Pensavo di rientrare subito a casa, con Ciro, ma mentre facevo quei pensieri, lui era già ripartito a correre. Io no, la mia prima 24ore ufficiale era diventata una bellissima incompiuta. Stavo bene, ero avanti, avrei potuto fare forse 180km chi lo sa, fatto sta che mi ero fermato a 120 e mancavano ancora 9 ore alla fine. Un sogno spezzato.


A quel punto, dopo aver dormito un po’, giravo per il circuito per capire chi si fosse rimesso a girare su quei maledetti 2230 metri… le prime donne, e parecchi uomini. C’era anche Enrico, si, Enrico Vedilei, che dopo aver corso le prime 3-4 ore credo, si era messo a camminare per tutto il resto del tempo, tenendo compagnia man mano a tutti quanti… non era in forma, ma non se n’era certo andato a casa a gara sua finita, come avrei fatto io se Ciro non si fosse rimesso a correre sotto l’acqua…


In quel momento Enrico era solo… vado a salutarlo, mi dice: “Andrea che fai ? non ti rimetti a correre ?” ed io “No, ho già dato il chip stanotte, mi sono ritirato, chiuso” e lui “Ah peccato… stai un po’ con me ? facciamo un giro insieme ? dai me ne mancano tre per arrivare a 100km”


Si, aveva continuato a camminare tutta notte, tutta la giornata del sabato, chiacchierando con tutti, fino ad arrivare a 100km ad un’ora dalla fine… Gli dico :”volentieri Enrico! Faccio due passi con te”… Parliamo un po’, io sono lì, sconfitto… E lui mi dice “la fai la 24 ore di San Benedetto ?” ed io “dove ?” e lui “San Benedetto del Tronto, la organizza Francè, in dicembre”. E comincia a parlarmi di questa corsa, che neppure sapevo che esistesse…



OGGI: San Benedetto del Tronto, sabato 3 dicembre. Forse le 8, le 9 del mattino.

Hotel La Palazzina, a 100metri dal percorso. Carino. Al venerdì ero già lì, da solo. Stavolta Ciro non c’era. Avevo cenato presto, in camera, roba portata da casa, verso le 7, e dopo le 8 ero già più o meno a letto. Una bella dormita, poi eccomi al sabato mattina, il giorno della gara. Bel tempo, bel posto, di giorno forse anche 15-16°C, di notte l’aria è frizzante ma non si scende sotto i 7-8°C.

Maratona Non Stop di 24 Ore “Io sto con Telethon”, 2° edizione, organizzata da Francesco Capecci, il “baffo” della famosa Maratona sulla Sabbia. Circuito da 1200metri, precisi, quasi tutto asfaltato, piacevole, scorrevole, con giretto nel parco e nella “movida” del centro. Carino. 40 partecipanti. Un terzo farà solo la maratona, un terzo farà la 6 ore, l’altro terzo farà la 24 ore, o almeno ci proverà. Poi ci sono un paio di elementi che fanno la 12 ore.

Colazione. Verso le 9 sono fuori dall’hotel. Ecco arriva Alina… è venuta a fare la 6 ore, per i fatti suoi, naturalmente è partita da casa da sola al mattino, senza dirlo a nessuno, perché “Non voglio che nessuno mi rompa le palle!” mi dice. Un allenamento per lei, un “lungo” in vista di obiettivi SUOI che non le chiedo per non venire insultato il giorno della gara. Mi fa spostare avanti la MIA macchina per parcheggiare la SUA, che sarebbe più “lunga”, e visto che la mia è più “corta”, quest’ultima può stare in un angolo come fosse un cubo... Eseguo. Amo andare d’accordo con le donne.


Facciamo un giro sul percorso… ecco, c’è proprio Francesco, sta sistemando le transenne, lo salutiamo. Foto. Andiamo a ritirare i pettorali, il chip… bella atmosfera, poca gente, tutto molto carino. Arrivano altri, caffè, bar, altra colazione. Ultimi preparativi, vaselina, si parte leggero, ma nel borsone sistemo tutti i ricambi per la notte, cuffie guanti giubbettini felpe & passamontagna.

Ore 11, si parte!

Sto bene, parto senza pressione, corricchio, come fosse una 100km…. Ed ai 100km ci voglio arrivare bene, tranquillo, ma in meno di 12 ore, poi dopo ci si cambia, nuove scarpe e inizia la gara.

C’è Adriano Arzenton alla partenza, me lo ricordo a Fano, andava al mio ritmo, anche lui si fermò alla 15° ora per il nubifragio, con 4km in meno di me. Poi c’è Angela Gargano col marito Michele Rizzitelli, e Giuliana Montagnin, instancabile sempre presente! C’è Adele Rasicci, la piccolina coi capelli neri sparati che ogni anno prova la Nove Colli ma non arriva al cancello dei 151km entro le 23 ore, e c’era anche alla 100km di Asolo… La saluto, simpatica, matta.

Le prime ore sono le più difficili per me, non trovo l’abbigliamento giusto, ogni giro mi fermo a cambiare qualcosa, una maglietta, un cappellino, una cuffia… un po’ di nervosismo forse. Non c’è caldo, non c’è freddo… Bah

Pomeriggio, man mano si tolgono dal percorso quelli che fanno la maratona, è un primo passo verso la solitudine, rimaniamo neppure una trentina, girano anche quelli della staffetta. Ormai si cominciano a distinguere le facce, le sagome, dall’andatura capisci chi si fermerà di lì a poco per la 6 ore e chi proseguirà.

Prima crisi. Sono a 45km e sono già in crisi… Passo la Giuliana, per l’ennesima volta :”Giuli, sono in crisi..” le dico. E lei: “tu in crisi? Non è vero”. Niente, devo ricorrere all’espediente. L’espediente è mia moglie.

Mi fermo al ristoro, prendo il cellulare. Sto per chiamare, ma ecco che passo la Gargano… è con Marina Mocellin, la bionda. Aspetto un attimo, le dico “Angela, sono in crisi, devo chiamare mia moglie… che le dico ?” e lei “che le dici ? Andrea, dille che l’ami !! dille che l’hai chiamata solo per dirle che l’ami!! Sai che cosa vuol dire questo per una donna!”… Nei pressi c’è suo marito, che ride e si allontana…

Penso un attimo alla canzone di Stevie Wonder… ma poi chiamo… dall’altra parte mi sento dire quello di cui ho bisogno: “Cosa?!? 45km e sei in crisi ?!?!? Pappamolla dilettante ! e tu vorresti fare la Spartathlon ?? Ma tu sei una mezza sega !!! Io sono qui a lavorare e tu mi chiami per dirmi che sei in crisi dopo 45km?!? “ Finisce la telefonata, durata 45 secondi. Riparto. Crisi passata.

Sono le 5 del pomeriggio, ecco che finisce la 6 ore. Si ferma la Gargano, la saluto, sempre gustosa… Si ferma anche Alina, per lei poco più di 50km senza stress, ha altre maratone presto. Dopo un’oretta torna per salutarmi e se ne torna a casa… mi dice di farle sapere con qualche messaggio, anche di notte… Corro da 7 ore, adesso fa buio: d’ora in poi sarà tutta un'altra corsa, sarò molto più solo, ma non sarò MAI SOLO... vado avati. Sul percorso è rimasto Arzenton, che deve avere un paio di giri in meno di me, e altri che però non conosco. Ma li conoscerò tanti nuovi amici col passare dei giri.






Uno di loro, magrissimo, si ferma a gustarsi una sigaretta ed una birra… mi dice di fermarmi a bere con lui, la tentazione c’è, ma resisto. Me lo ritroverò sul percorso, mi spiegherà che è vegetariano, ma non come me che solo ci provo, lui davvero, per obiezione di coscienza… Gente strana i vegetariani, pochi ma vincenti. Io non ancora.

Verso le 8 di sera ho una piccola crisi, mentale soprattutto, anche se legata al fatto che non riesco più a correre con continuità ed ho fatto “solo” 80km, troppo presto per camminare. Ma penso che la crisi passerà…. La faccio mia e tra un po’ non ci sarà più. No, balle. Ho ancora bisogno dell’espediente.

Chiamo di nuovo mia moglie. È raro che sprechi 2 volte il jolly della chiamata a casa, ma anche stavolta funziona. Gli insulti sono gli stessi di poche ore prima, non si è preparata niente di nuovo, però stavolta le scappa da ridere sulla “mezza sega”, perché le scappa detta “mezza pippa”. Riparto. Crisi passata.

Chiamo Max, ci sono sue telefonate perse… mi incoraggia, come sempre in queste corse. Grazie. Anche il Maranga mi cercherà più tardi. Grazie.

Passo il km.100 in 11h45’. Mi fermo a cambiare scarpe e tutto il resto, si entra nella notte e nella gara vera. Al ristoro c’è la moglie di Capecci, ogni giro due parole e tre battute… insostenibile! Un signore mi dice che sono 1°, ho un giro di vantaggio sull’”amico suo” (e chi è?) e due giri su Arzenton. Scoprirò che l’”amico suo” è tale Luca Luberto, uno del posto che ha fatto la 12 ore coprendo 99,8km. Immaginavo di essere nei primi 2-3, perché non avevo mai notato nessuno che mi superasse dopo la 6° ora. Non ne sono sorpreso, ma la cosa mi intriga…

Dopo 8-10 minuti riparto, lì dal ristoro si sparge la voce che io sarei il 1°, ma a quel punto nego, perché sostengo che durante la mia sosta gli altri due mi avranno superato. Infatti Adriano dopo un po’ mi riprende e va via, io preferisco camminare, ho appena mangiato. Ogni giro si passa davanti ad uno schermo dove controlli giri e km percorsi, è tutto corretto, ed è tutto molto bello e ben organizzato. Fatto proprio bene.

Notte. Verso le 3-4 di notte arrivano le crisi di sonno… si comincia ad ondeggiare mentre cammini, ed hai due possibilità: ti fermi per un po’, oppure resisti e vai avanti piano. Resisto. Prendo uno, due caffè. Faccio un giro, ne predo un altro. Mangio sempre qualcosa, ad ogni giro.

Alcuni si fermano per dormire, ma per me è letale, per qualche ora spariscono dalla gara, il risveglio è sempre più difficile del previsto, e ripartire non è semplice. Io cammino, vado avanti. A tratti marcio, a brevi tratti corricchio, se c’è leggera discesa, e solo se produco una velocità che giustifichi lo sforzo. Non ha senso correre ai 7 all’ora se puoi camminare ai 6 all’ora: correre può esaurirti le energie in un nulla, camminare lo puoi fare all’infinito, se il tuo fisico e la tua mente sono allenati per farlo. Io finora sono arrivato a 15 ore, a Fano. Oggi voglio fare di più.

Sono le 2 di notte, siamo a 15 ore, sono a 120km, cioè 2km in meno di Fano, ma là c’era più gara, più motivazione, e qui sono partito più prudente perché voglio arrivarci in fondo. Adesso ho 5 ore esatte per arrivare ai 150km che sono il mio obiettivo minimo.
Devo fare tante brevi soste, ma NON fermarmi mai del tutto. 75kg, sono pesante per correre, alto e rigido, ma ho compasso lungo, devo lavorare su questo. Camminare se non posso correre, ma continuare. Le soste servono per rifocillarsi, rilassarsi, darsi tregua. Metto i guanti. Cominciano a farmi male le caviglie, la sx soprattutto. Passerà, penso. Mai fermarsi, devo continuare. Metto via il cellulare, ora voglio rimanere proprio da solo.

La Giuliana riparte, dopo lunga sosta. Riparte anche l’Adele, con la sciarpa di Telethon, mi chiede come abbia fatto a non fermarmi mai. Adriano continua a corricchiare sempre, ha un ritmo appena più veloce del mio, se non si ferma per una sosta lunga, non ho alcuna possibilità di prenderlo, avrà già un paio di giri di vantaggio ed io non ho margine di miglioramento, ma posso continuare all’infinito. Continuo.

Cerco l’alba, che non arriva. Adriano mi dice che le ore più difficili sono dalle 5 alle 7 del mattino, quando cerchi la luce del sole ma non arriva. Ed è così, questa è una notte lunghissima.

Cammino, continuo. Muscolatura indolenzita. Guai a toccarmi un polpaccio o un quadricipite, scottano e sono tesi come corde di violino. Ma la parte superiore risponde bene, spingo con braccia, petto, addominali e dorsali. Le gambe seguono il movimento del corpo. Mesi e mesi di duro lavoro. Pagano. Giro in 11-12 minuti, comunque 6 all’ora minimo. Sono a 20 ore finalmente, 150km esatti. Questo era il mio obiettivo. Ce l’ho. Vado avanti.

C’è luce, alle 7 è finita la lunga notte. Ma adesso è veramente dura. Le caviglie dolgono, quella sinistra fa male. Il polpaccio destro fa male, nella parte alta mi tira e fa davvero male. Non riesco più ad alzare i piedi, posso solo camminare. C’è una discesina di 5 metri alla fine del parco, non la posso correre sennò mi esplode il polpaccio.

Cammino. È la prima volta che porto il mio corpo oltre i 150km, sono nell’ignoto ed inesplorato. Non posso far altro che avanzare ed imparare a mie spese. Il mio corpo imparerà, le mie gambe, i miei muscoli, la mia testa impareranno, oggi soffriranno, ma la volta prossima no.

Avanti, cerco e trovo sostegno negli altri… David Luberto, immagino sia il fratello di quello che si è fermato a 12 ore, spesso lo incrocio, a volte mi supera, nella notte si è fermato 4-5 ore, mi marcia davanti… Due parole con la Giuliana, due con Marina, due con Adele sempre divertente…

Adriano mi passa ancora, gli dico che è stato grandissimo, non si è mai fermato, gli stringo la mano come si fa ad un giovane amico…

Ultime due ore… faccio i conti, se tengo duro finisco a 174km… però no, adesso voglio mollare, sento che i muscoli mi stanno esplodendo, mi metto a 13 minuti al giro, verso i 5 all’ora, una camminata più sciolta con meno sforzo…

Ultima ora… penso di fermarmi per cambiarmi e mettermi la divisa TRC, ho addosso una maglietta vecchia, magari fanno la foto… ma no, vado avanti, magari se mi chino alla borsa non trovo la maglietta e mi inchiodo con la muscolatura. Non riesco ad alzare legambe, ma cammino.

Ultimo giro, mancano 20 minuti… sì, sono a 23h40’, infinita. Mi raggiunge Adriano, forse ha preso 5-6 giri su di me, mancano 500metri… decidiamo di finire insieme.

L’arrivo è bellissimo. C’è gente, tanta gente che applaude, ci aspettano, siamo il 1° ed il 2° e finiamo insieme… è bellissimo. Taboga finale di 100 metri, Adriano accenna una corsetta, mi dice di venire con lui… no, non ce la faccio, non posso correre, lo lascio andare. Arriva lui, poi arrivo io. È finita. 24 ore.
Non ci posso credere… ho finito: km.171,795 in 23h54’27”. Un’impresa sovrumana, più di 4 maratone in un giorno solo… inconcepibile, una distanza IMPOSSIBILE da fare con le proprie gambe. Ma l’ho fatta. Magia della passione.

Abbraccio Adriano, abbraccio e bacio Francesco Capecci, che mi dà la medaglia. Sono emozionato, e felice. Forse anche loro due sono emozionati… Adriano è esperto, ha già finito la Nove Colli e credo anche qualcos’altro, ma forse è la prima volta che vince una corsa, chissà cosa prova...


Abbraccio mesi e mesi di lavoro, abbraccio infiniti chilometri di passione, abbraccio idealmente Enrico, e con lui tutti coloro che col cuore mi hanno "portato" a questa corsa, e che non mi hanno lasciato MAI SOLO.


Tutto il resto è emozione. Magia della passione.




Classifica maschile:
1. Adriano Arzenton km.178,995
2. Andrea Boni Sforza km.171,795
3. Franco Marozzi km.151,395

Classifica femminile:
1. Adele Rasicci km.148,995
2. Marina Mocellin km.146,595
3. Giuliana Montagnin km.103,395

sabato 26 novembre 2011

ANCORA 24 ORE...

Sabato prossimo 3 dicembre a San Benedetto del Tronto (AP) si svolgerà la “Maratona non stop di 6-12-24 ore”.


Il nostro ULTRA Andrea Boni Sforza torna a cimentarsi su una 24ore a meno di due mesi di distanza dai Campionato Italiano FIDAL svoltisi a Fano. L’obiettivo minimo è migliorare la prestazione realizzata in ottobre (120,4km, ancorchè in 14h39') e portarsi verso distanze che permettano di “vedere” più da vicino gli obiettivi 2012, rappresentati dalle ultramaratone di oltre 200km.


Il circuito di 1173mt si snoda all’interno dell’isola pedonale intorno a Piazza Giorgini e Viale Buozzi. La manifestazione ha come finalità la raccolta di fondi, il cui ricavato andrà interamente devoluto per la ricerca sulla distrofia muscolare e le altre malattie genetiche di TELETHON. L'orario di partenza è fissato alle 11 di Sabato, e si concluderà alle 11 di domenica 4 dicembre.

sabato 15 ottobre 2011

SPARTATHLON 2011

di Ivan Cudin


Ho tanti dubbi, condizione non eccezionale, noie muscolari non recuperate dopo la 100km, paura che i problemi avuti in Olanda si ripropongano..., ma una grande certezza dopo i problemi a persone care di questa primavera ed estate ora ho recuperato totalmente la mia serenità! E' fondamentale per questa corsa!


la notte prima della gara 2 lacrime una sul viso mio una su quello di Michela si fondono


Sopra il partenone l'alba, parto con lo sguardo ammirato verso l'acropoli, che mi sovrasta.


parto per ultimo come sempre


sensazione di pesantezza e fastidio alle gambe per i primi 40km


incontrare e scambiare parole con gli italiani in gara mi sprona e mi da fiducia


piacevole conversazione per 5km con il grande Talmann


caldo secco e molto ventoso, pericolo disidratazione: bevo ben oltre un litro all'ora nelle ore calde


il mare turchino invita a un tuffo ristoratore


le solite scolaresche ci incitano


Sull'istmo la sensazione è quella di volare


Jon Harald ha mezz'ora di vantaggio, vado del mio passo, se aumentassi so che rischierei di non arrivare


A Corinto antica trovo Sakai, era più in condizione di me, ma allarga le mani, lo passo anche stavolta, capisce di aver tirato troppo, reggerà fino alla fine


Adoro l'Arcadia con i suoi vigneti e uliveti centenari, le montagne mi affiancano


A due passi da Nemea antica vedo Jan-Albert , si trascina, gli chiedo se ha bisogno che lo accompagni fino al ristoro, mi dice di proseguire, per lui la gara è compromessa. Livio vivrà questo momento dall'auto spronandomi ed incitandomi


All'alba Lantink mi aveva salutato, conversando allegramente e ci eravamo augurati -Good luck-, scherzando sul fatto che tra noi due in gara sarebbe stato un incontro di pugilato


Ricordo in questo momento le parole del grandissimo Boris: raccontandomi dell'ultramaratona che aveva vinto in Sardegna aveva vissuto una situazione identica, ne avevamo parlato prima della partenza


A Soulinari una signora anziana si ricorda di me, la bacio, anche quest'anno mi regala un rametto di basilico portafortuna


Mi sento chiamare per nome, le persone ai ristori mi salutano, non si sono dimenticate la mia faccia


si fa sera, Andrea Bernabei dall'Italia ordina a Michela di farmi cambiare abiti, eseguo!


Mi godo un tramonto rosso acceso


Nei villaggi più interni sono iniziate le feste, le persone sono calorosissime, ci salutiamo e sorridiamo reciprocamente


flotte di bimbi mi affiancano per diversi chilometri in bicicletta


alcuni bambini mi corrono a fianco e mi chiedono l'autografo


in salita soffro, è dura, lo stomaco è scombussolato, in discesa ho ancora problemi, penso a Emma, a Michela, mi riprendo e volo nelle prime ore della notte


sulla montagna soffia un vento possente, per fortuna sono vestito pesante, ho sofferto un pò di caldo in salita, ma sono cosciente di aver evitato problemi allo stomaco che avrebbero potuto pregiudicare la gara, come successo a Winschoten. Certo che con queste temperature gli dei si conservavano bene e a lungo!!!


ai ristori è sempre una festa: faccio foto con la gente, stringo la mano a tantissime persone, qualche bacio, il cuore si scalda


Enrico Vedilei dall'Italia invia i distacchi e mi dà utili consigli grazie all'intermediazione di Michela


Michela e Gianni i miei assistenti, fondamentali: lei agitatissima e sempre in pensiero, lui la pace in terra, pacato quasi assente ma una sicurezza


ai ristori a cui è permesso che gli assistenti aspettino, vengono coinvolti in feste paesane e mangiate collettive, anche loro vivono a pieno le meraviglie della Spartathlon con la gente locale


sono scortato dalla polizia per oltre 60km, non posso tagliare le curve


ultima salita, ancora mal di stomaco e ora anche mal di testa, devo tener duro, passerà


rallento, ormai il distacco è di oltre un'ora, devo solo godermi appieno le emozioni che iniziano a ribollire in me


entro a Sparta, vengo salutato da chiunque incontro, contraccambio con un sorriso che viene da dentro


non mi rendo più conto di cosa faccio, gli ultimi 3km passano senza che me ne accorga


vedo la lapide che porta anche il mio nome, pochi si vantano di avere una lapida prima di essere trapassati ;)


ricordo solo di aver fatto 3 inchini per ringraziare tutte le persone greche che mi hanno sostenuto, i volontari, di aver salutato gianni e Michela


e poi...esplodo, so di aver baciato un piede...rivivo quei momenti nei vari video delle televisioni locali, ero emozionatissimo, ma lo sono ancora nel rivedere quel filmato


la seconda volta vivo le stesse emozioni ma stavolta le posso condividere


dalla statua mando un saluto a Livio e Maria, che hanno voluto vivere dal di fuori questa gara, vivendo tutti i momenti topici


il sindaco di sparta mi chiede se mi voglio sedere, se riesco a rimanere 1 minuto con loro per le interviste, gli rispondo che nella mezz'ora successiva non ho impegni e posso stare tranquillamente in piedi


la dottoressa che parla italiano mi festeggia


ai controlli sanitari si meravigliano del mio ottimo stato


la notte premiazione a Sparta, cerimonia splendida ma lunga, i podisti dormono, un inno italiano molto essenziale e abbreviato mi fa comunque venire la pelle d'oca, mentre canto a squarciagola


il giorno successivo visita all'arroccatissima Mistras, alcune persone mi dicono che si sono meravigliati poco dall'avermi visto vincere, ma tanto dalla mia elasticità di movimento arrampicandomi a Mistra, mentre gli altri runners non riescono a fare 100m fuori dall'albergo


con gli italiani è gran festa alla premiazione finale


una signora presente ai ristori, mi si avvicina, mi regala due portafortuna: uno affinché la mia stagione agonistica si allunghi per molti altri anni, l'altro perché possa gioire di del fatto di avere accanto sempre belle persone...


mi dice che sono due pensieri per ringraziarmi della gentilezza con cui li saluto ai ristori, cosa dovrei dire o regalare loro visto quello che fanno per permetterci di correre questa meravigliosa corsa!!!

lunedì 19 settembre 2011

6 ORE individuali di Seregno - i risultati

Sabato 17 settembre si è svolta la 12° edizione della “6 ore individuali” di Seregno, competizione che si svolgeva su un circuito di 2025mt ricavato all’interno del Parco Porada.


Una prova resa molto impegnativa da condizioni atmosferiche proibitive (30°C afosi nelle prime tre ore e un acquazzone nelle ultime due ore di gara) che hanno condizionato le prestazioni cronometriche.



Dopo il ritiro di enzo Barbugian, vincitore della scorsa edizione, sulla piazza più alta del podio è salito Valerio Fatatis (Road Runners Club Milano) che ha percorso km.74,456; 2° posto per Ludwig Boewer (71,957) davanti a Luca Sala (71,390); 7° posto per Ciro Di Palma (69,355).


Il nostro ULTRA Andrea Boni Sforza ha portato a casa un bel 23° posto nella classifica assoluta maschile (108 gli uomini al traguardo) percorrendo 61,454km, di fatto il suo primato personale sulla distanza.



Nella gara femminile (17 arrivate), schiacciante vittoria per Roberta Orsenigo con km.72,262, davanti a Barbara Galimberti con km.66,132 e Jennifer Fossati con km.62,869.